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Gli amici del Fondo Ranalli ricordano il senatore ad un anno dalla scomparsa

CIVITAVECCHIA - Ad un anno esatto dalla morte del senatore Giovanni Ranalli, "Gli amici del fondo Ranalli" ricordano la suavita vissuta tra il sindacato, la Camera del Lavoro, la politica ed il Partito Comunista, nelle sue evoluzioni e le istituzioni della Repubblica. "Un impegno davvero totale, dispiegato dal dopoguerra sino ai primi anni di questo secolo, oltre sessant’anni dei quali vogliamo ricordare un aspetto meno noto della personalità del nostro concittadino - hanno spiegato - il Senatore, sempre poco incline a parlare di sè, si sentiva strettamente legato alle radici della sua crescita personale: la scuola elementare Cesare Laurenti, che aveva frequentato insieme a Giovanni Massarelli, entrambi classe 1924 e entrambi protagonisti di storie parallele ma convergenti sotto molti punti: la pace, la libertà dal fascismo, la giustizia sociale, la dignità del lavoro, la distribuzione della terra ai contadini, la “scuola del sapere”. E non stupisce, per quanto non sia sufficientemente ricordato oggi, come alla sua scuola di via XVI Settembre, che aveva rappresentato il primo momento di riscatto sociale, Giovanni Ranalli abbia donato un grande patrimonio fatto di tanti oggetti d’interesse artistico e storico, una biblioteca con migliaia di libri, di volumi di pregio in grande formato, come quelli di Leonardo da Vinci, di opere d’arte di concittadini tra i quali Galice e Massaccesi, ma anche di un grande della cultura italiana, Carlo Levi, che pure a Civitavecchia era stato eletto senatore nei primi anni sessanta e dal quale aveva ricevuto in dono "Volto di contadina", un quadro realizzato durante il confino".

Gli Amici del Fondo Ranalli, che oggi gestiscono questo lascito unico, in convenzione con l’Istituto comprensivo Civitavecchia 1, intendono testimoniare le passioni di Giovanni Ranalli attivandosi, per quanto nelle possibilità, nel promuovere la lettura, lo sviluppo delle capacità critiche dei giovani per una memoria storica adeguata, base imprescindibile per assicurare un futuro dove “lo sguardo – come sottolineava  Ranalli – fissa orizzonti nuovi, la mente cerca risposte migliori”.

(03 Dic 2019 - Ore 14:56)

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