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Divorzio Mazzola-Serafini, il Pri: "Il sindaco si dimetta"

Il partito repubblicano replica alle dichiarazioni del primo cittadino e conferma: "Il nostro obiettivo è quello di creare una compagine di centro"

TARQUINIA - Non si placano i commenti a pochi giorni dal divorzio tra il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola (Pd) e il suo vice Giovanni Olivo Serafini (Pri). Uno strappo scaturito al termine di una lite di giunta che ha sfiorato quasi la rissa e che ha visto il primo cittadino revocare le deleghe in mano a Serafini. Il partito democratico si stringe attorno al suo sindaco e tenta di aprire al Pri, ma dal partito repubblicano arrivano le conferme su uno progetto politico centrista. Si infittiscono quindi i dialoghi e gli incontri politici per ridisegnare lo schema delle alleanze a pochi mesi dalle consultazioni elettorali per il rinnovo del consiglio comunale e del sindaco. «Coesi nel percorrere con il sindaco Mauro Mazzola la strada che porterà alle elezioni comunali in primavera», dice il segretario del Pd di Tarquinia, Arianna Centini, dopo l’uscita dalla maggioranza del Pri. «Il primo cittadino ha dato ampia dimostrazione di saper amministrare la cosa pubblica con competenza e senso di responsabilità. – prosegue la nota – Siamo già al lavoro per costruire un nuovo progetto, atto a garantire la necessaria continuità politica per far crescere ancora Tarquinia. Esprimiamo amarezza per la scelta del PRI di lasciare la maggioranza, sebbene abbia condiviso con noi quasi tutta la legislatura con risultati lusinghieri tra cui, ultimo in ordine di tempo, il successo alle elezioni per il Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca. Il PRI ha trasformato un problema personale in un ostacolo politico tra le due coalizioni, con modi e tempi sospetti che lasciano dubbi e perplessità. Il nostro partito si è sempre dimostrato alleato serio e leale non venendo mai meno agli accordi programmatici presi. Lasceremo le porte aperte al PRI e saremo disponibili al dialogo, come lo siamo sempre stati, con le forze politiche e della società civile che pongono Tarquinia al centro di tutto». “No ai giochi sottobanco, ai trucchi o alle mezze verità di un modo di far politica che non appartengono al PD. Espressione di personalismi e interessi particolaristici di chi cura solo “il proprio orticello” per avere un posto al sole. – conclude il segretario Centini – La politica deve essere fatta di rapporti chiari e trasparenti, basati sulla lealtà e su programmi condivisi. È questa la linea guida che seguiremo, di concerto con il sindaco Mauro Mazzola». Ma i repubblicani vanno ormai avanti per la loro strada che porta dritta verso la realizzazione del grande centro. Il segretario del P.R.I. Pietro Serafini risponde chiaro al sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola. “Sono molto amareggiato per il comportamento tenuto dal sindaco e per le dichiarazioni rilasciate ai giornali in questi giorni dice Pietro Serafini - È il caso di evidenziare come il nostro sindaco convochi esponenti del partito repubblicano senza informarmi, Il suo personalismo ormai noto a tutti gli elettori ed esponenti politici è sfociato di nuovo giovedì con la revoca delle deleghe al vice-sindaco Giovanni Serafini, senza nemmeno informare direttivi e partiti della maggioranza, tantomeno lo stesso PD. Il partito che rappresento vuole conoscere chi ha eventualmente tenuto un comportamento non consono di stampo personalistico, visto che il sindaco riconduce una tematica esclusivamente politica al piano personale. Il P.R.I è e sarà sempre un partito la cui attività politica è rivolta al bene di tutta la collettività e dei propri cittadini e giammai al servizio personale del sindaco. Alla dichiarazione sollevata dal sindaco Mazzola che i repubblicani vorrebbero costruire una compagine centrista che possa raccogliere ampie adesioni, rispondiamo che questo è il nostro obiettivo, necessario proprio per evitare un monocolore che possa condizionare l’attività politica senza una corretta dialettica e confronto tra le parti. IL sindaco rappresenta un organo di coordinamento di uno schieramento (originariamente Pri-Ds-Margherita) e quindi sarebbe opportuno che l’attività politica sia concertata tra le parti invece di assumere atteggiamenti dittatoriali ormai segnati dalla sua storia”.” Infine – conclude il segretario dei Repubblicani - considerato che con il decisivo apporto del mio partito è stato eletto alla carica di sindaco, con la nostra uscita di scena per correttezza e coerenza politica dovrebbe rassegnare le proprie dimissioni, invece di togliere le deleghe”.

(28 Nov 2011 - Ore 11:37)

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